mercoledì 15 febbraio 2006

una segnalazione di Nereo Benussi e di Marco Pizzarelli:

due nuove lettere su "Liberazione" di questa mattina. Grazie a Pier ne abbiamo anche i testi:

«ecco i testi delle lettere su Liberazione di oggi, di Paolo Izzo e Maurizio Centi, con risposte di Sansonetti
http://www.liberazione.it/giornale/060215/pdf/XX_11-LET-1.pdf»

“Liberazione” pag 11 "Lettere"

Date troppo spazio alla religione
Caro Sansonetti, sono deluso. Da qualche mese leggo regolarmente “Liberazione”; e questo perché, col passaparola, m’era giunta voce che su questo giornale si fosse avviato un dibattito di grande valore su una nuova idea di sinistra, e soprattutto sulla realtà umana. E questo proprio mentre è in corso da una parte una violentissima offensiva cattolica. Poi però su “Liberazione” hanno trovato spazio Gesù di Nazareth, don Vitaliano della Sala che difende preti e papi indifendibili, teologi della liberazione (sic!), il testamento di S. Francesco e, oggi, il prete guerrigliero Camilo Torres. Tutto questo spazio alla religione (peraltro in un quotidiano di poche pagine) uccide ogni forma di pensiero: umano, scientifico, culturale. Caro Sansonetti, voglio ancora leggere “Liberazione”; ma non t’accorgi che quel dibattito avviatosi mesi fa si va già spegnendo?

Maurizio Centi Roma

A me non sembra spento. E non credo che tenere conto di Torres e di Francesco d’Assisi lo danneggi. Io penso, anzi, che lo faccia crescere.

Accoppiamenti bislacchi
Caro direttore, la tua prefazione al volume su san Francesco genera quanto meno una sorta di dissonanza: come il bislacco accoppiamento di Umberto Veronesi che firma l’introduzione al libro sulle donne della Santanché! Se la ricerca teorica sulla natura umana è affidata ancora una volta all’astrazione di un mistico e l’immagine femminile consegnata nelle mani di una sguaiata deputata di An, il tutto con l’avallo di illustri intellettuali di sinistra, c’è qualcosa che non funziona. Va bene che ci battiamo per unioni di tutti i tipi, ma non si sta un po’ esagerando?
Paolo Izzo via e-mail

No, Paolo, no. Ti prego, dissenti su tutto, critica, contesta, protesta, infuriati. Va bene. Ma non paragonare Francesco d’Assisi alla Santanché!

citati al Martedì

una segnalazione di Roberto Martina:

Repubblica martedì 14.2.05 Pagina 53 - Cultura
Dopo i dubbi sul Limbo
ANCHE L´INFERNO NON SARÀ PIÙ COME UNA VOLTA
di M. Pol.

Gesù Bambino non è nato a Natale, il Limbo non c´è più, l´Inferno forse è vuoto, forse Gesù aveva sul serio dei fratelli e il Giudizio Universale non è più l´evento in cui si annuncia la sentenza ai morti usciti dalle tombe.
Procede inesorabile il processo di demitizzazione dell´immaginario del cristianesimo così come si è accumulato in duemila anni. La novità è che non sono più atei o eretici a mettere in discussione formule il cui rifiuto in altre stagioni avrebbe portato al rogo. Non sono nemmeno teologi critici, più o meno tollerati dalla gerarchia, a far scricchiolare l´armamentario tradizionale. È l´istituzione ecclesiastica a sottoporsi a un ripensamento, poiché la cultura dei contemporanei non si ritrova più nelle icone mitiche dell´antichità classica o della tradizione semitica mediorientale.
È stato papa Wojtyla a spiegare che il 25 dicembre negli anni dell´impero romano era la festa del Sole e che i primi cristiani hanno perciò scelto per imitazione di celebrare la nascita del Bambinello in quell´anniversario. Un atto anche politico - come sanno gli storici - perché all´epoca di Costantino, quando fu ufficializzata la religione cristiana, il giorno del Sole era la celebrazione della divinità suprema dell´impero.
Da tempo la rigorosa e ufficialissima Commissione teologica internazionale, aggregata alla Congregazione per la Dottrina della fede (l´ex Sant´Uffizio), sta ripensando il «luogo» chiamato Limbo. Inventata nel Medioevo per dare una dimora alle anime innocenti dei bambini non battezzati (e perciò macchiate dal peccato originale) e per accogliere i non cristiani riconosciuti «giusti», questo spazio speciale non soddisfa più nessuno. Superata dai documenti del Concilio Vaticano II, che riconoscono il rapporto diretto e misterioso che Dio può stabilire anche con coloro che non fanno parte della Chiesa.
Ma il lavorio del pensiero teologico si è spinto anche più in là. È pensabile che la «colpa finita» dell´uomo, anche il peccato più grave contro Dio, possa ricevere per contrappasso una «pena infinita», come l´eterna dannazione nell´Inferno? Alla fine dei tempi anche la Geenna non andrà svuotata per un atto d´amore del Dio che è Misericordia? La teologia è in cammino. Ratzinger, da teologo, ha affrontato la questione della verginità di Maria. «La divinità di Gesù», scrisse, «non verrebbe minimamente inficiata, quand´anche Gesù fosse nato da un normale matrimonio umano. No, perché la filiazione divina di cui parla la fede, non è un fatto biologico bensì ontologico».
M. Pol.

Repubblica martedì 14.2.05 Pagina 53 - Cultura
IL FUTURO DELL'ALDILÀ
Esce oggi il nuovo libro del cardinal Camillo Ruini: "Verità è libertà"
Dobbiamo ancora credere al Giudizio Universale? Secondo l'autore la teologia cristiana deve colmare un vuoto
Diventa infatti impropria e impossibile ogni interpretazione fisica della resurrezione come vuole la tradizione

ROMA. Dov´è finito il Giudizio Universale? Ci sarà ancora per i credenti quel momento grandioso che abbiamo visto in tanti affreschi, potenti e inquietanti, nelle chiese della nostra Europa? Si scopron le tombe, si levano i morti... E dalle tombe escono piangenti e atterriti i peccatori, lividi e nudi, incamminati verso le fiamme e i calderoni di pece e la sarabanda di diavoli che infilzano, squartano, sventrano. Mentre alla destra del Giudice Supremo si scorgono le fila mansuete dei beati salvati, in tunica bianca, pallidi e con un sorriso di sollievo e di gioia.
Affresco da lasciare senza fiato, visione di un futuro minaccioso e glorioso insieme, che ha dato la sua impronta possente a tutto il Medioevo e che incombe tuttora - opera di Michelangelo - nella Cappella Sistina dove i cardinali in conclave sono chiamati ad eleggere il Romano Pontefice.
Recita il Credo, che i cattolici ripetono ogni domenica nei cinque continenti, che il Cristo risorto siede alla destra del Padre «e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti».
Quel giudizio, che in tante raffigurazioni diventa un´icona travolgente di giustizia ed eguaglianza - quante corone, cappelli di prelato e triregni si vedono rotolare alla rinfusa nel terremoto dell´Ultimo Giorno - forse dovremo cancellarlo. Comunque sta entrando nella penombra del mistero e a ricordarcelo è l´ultimo libro del cardinal Ruini (Verità è libertà, Mondadori, pagg.128, euro 12) con un capitolo conclusivo a sorpresa, che suscita molti interrogativi sull´esistenza di un simile "atto finale" del mondo.
Dedicato al rapporto tra cristianesimo e società moderna, il libro ripercorre, come d´abitudine per il presidente della Cei, i temi del ruolo della Chiesa nell´Europa secolarizzata. Poi, però, culmina in un dialogo appassionato e intrigante con il filosofo Vittorio Possenti sull´Immortalità e la Resurrezione. Nota il cardinale che con la «fine della metafisica» nel pensiero del Novecento il discorso sulla morte è stato progressivamente marginalizzato. Per di più, data la gestione ospedaliera del trapasso, gli uomini e le donne contemporanei si trovano «particolarmente indifesi e senza risposte» dinanzi all´evento-morte. Proprio partendo da qui, si riaffaccia tuttavia, di fronte alle angosce del quotidiano e alla ricerca di un senso che vada al di là del presente, il discorso escatologico, la questione delle «cose ultime», l´interrogarsi sul traguardo finale del percorso di chi ha fede in Dio. In una parola: la speranza - e la promessa - della vita eterna.
Pungolato da Possenti, Ruini spiega che nella cultura contemporanea è richiesto uno sforzo nuovo al pensiero teologico per «mostrare la plausibilità della vita oltre la morte, ma anche per affrontare globalmente le problematiche antropologiche, affinché la promessa della vita eterna non appaia qualcosa di estraneo e alla fine incompatibile con la nostra effettiva realtà». Un lavoro arduo e sottile. La tradizione cristiana è segnata infatti dal retaggio e dagli influssi del pensiero platonico, improntati alla distinzione tra anima immortale e caducità del corpo, cui si contrappone la visione ebraica vetero- testamentaria che quest´anima staccata dal corpo non conosce, ma concepisce piuttosto l´essere umano nella sua integralità corporea e spirituale e quindi può immaginare solo una resurrezione tutta intera.
Nel Novecento è stata per prima la teologia protestante a fare un lavoro di scavo, rifiutando il concetto di un´anima separata dal corpo e specialmente l´idea di un´anima naturalmente immortale, in virtù di una sua intrinseca qualità «immateriale».
Ruini lo ammette. Racconta del rifiuto del «dualismo antropologico» da parte della teologia cattolica odierna e - quel che è più importante - anche da parte del magistero ecclesiale. «Si è abbastanza diffuso negli ultimi decenni», precisa, «il disagio nei confronti della dottrina tradizionale della sopravvivenza dell´anima separata dal corpo». Che cosa succede allora? Del Giudizio Universale il cardinale non parla più.
Insiste semmai sul fatto che l´escatologia cristiana non può essere concepita come una sorta di «reportage anticipato di eventi futuri». E non solo. La teologia contemporanea - aggiunge Ruini - non ha più avanzato proposte degne di rilievo su quello scarto di tempo che dovrebbe intercorrere tra la morte e la sentenza finale.
Perché era poi questo il senso dell´irrompere drammatico del suono delle trombe dell´Ultimo Giudizio: lo scoperchiarsi delle tombe e l´annuncio definitivo «ai vivi e ai morti» della sorte definitiva.
No, dice Ruini, non c´è differimento della beatitudine fino alla resurrezione dei morti. E indica come punto-chiave la costituzione Benedictus Deus di un predecessore omonimo di Ratzinger: papa Benedetto XII, anno 1336. Dove si «afferma in maniera chiara e non modificabile che subito dopo la morte i giusti conseguono il premio della visione di Dio (a parte l´eventuale necessità di una purificazione ultraterrena) e i dannati la pena eterna».
Giudizio Universale addio? Il Vicario del Papa per la città di Roma invita a misurarsi con il mistero e la verità ultima della salvezza, che proviene dall´unione che il credente realizza in Gesù Cristo: garanzia di vittoria sulla morte e di una resurrezione che coinvolge l´uomo nella sua integralità. Ma spostando in avanti la frontiera, si dissolvono i colori vivi con cui per venti secoli milioni di credenti si erano immaginati l´ora X attraverso la pittura, la poesia, la musica. Diventa «impropria e impossibile - parole di Ruini - ogni interpretazione "fisica" del modo di essere dell´uomo risorto e parimenti non sarebbero appropriate né logicamente sostenibili le speculazioni sullo spazio di tempo durante il quale i defunti in Cristo dovrebbero attendere la resurrezione dei loro corpi».
Nessun Michelangelo avrà più niente da dipingere.

domenica 12 febbraio 2006

alcuni articoli apparsi dall'8 al 10 febbraio

Liberazione, 10.02.06
Religioni
Quando il papa suggerisce
Mauro, Roma


La Repubblica – salute, 10.02.06
Mamme depresse
Lasciate sole in un momento delicato L'importanza dell'ascolto e dell'aiuto Colpito il 10-15 per cento delle donne dopo il parto: molte negano o dissimulano. Alterazioni nel rapporto con il neonato, il bisogno di una "rete di contenimento". Un progetto mirato della Regione Emilia Romagna
di Johann Rossi Mason


AprileOnLine, 10.02.06
Il ricatto di don Gelmini

Il Manifesto, 10.02.06
Il dio dell'odio
Domenico Starnone


Liberazione, 10.02.06
Vale la pena di partire da una singolare anomalia: se tanti movimenti rivoluzionari nella storia si sono caratterizzati per aver avuto un inizio e una fine la singolarità di quello delle donne[…]
Laura Capobianco


Liberazione, 10.02.06
L’anniversario della nascita dello scienziato inglese è l’occasione per un inventario delle diverse associazioni europee impegnate a difendere la cultura dei non-credenti. In Italia incontri organizzati dalla Uaar presso le librerie Feltrinelli
Darwin day, la libertà di non religione per i diritti di tutti
Valeria Magnani


Liberazione, 10.02.06
Bentornata dialettica, altro che fine della storia
I significati, gli sviluppi, la complessità di una categoria dalle tante implicazioni politiche.
A Bologna un incontro internazionale tra studiosi, oggi e domani
Alberto Burgio


Liberazione, 10.02.06
Domenica a Roma prende il via un ciclo di seminari organizzato da Rifondazione comunista.
Obiettivo, interrogare la realtà sessuata del mondo in un’epoca caratterizzata da guerre ed integralismi
Patriarcato postmoderno: inganni e maschere del potere
Linda Santilli


il Manifesto, 10.02.06
E venne il giorno di Charles Darwin
Sono partite a Napoli le iniziative per ricordare il naturalista inglese e in difesa della teoria sulla origine della specie
La scienza in azione Da Roma a Venezia, da Ferrara a Milano un mese di incontri, convegni e performance teatrali contro il fondamentalismo che vuole cancellare Darwin in nome di un «disegno intelligente»
Jacopo Pasotti


la Repubblica, 09.02.06
Un articolo sulla stampa Usa punta il dito contro il degrado dello storico sito romano. Vi sono sepolti i poeti Keats e Shelley
Il Nyt: "Rischia di scomparire il cimitero dei poeti a Roma"
All'ombra delle Mura Aureliane il camposanto degli acattolici
di Rosaria Amato


AprileOnLine, 09.02.06
L'ammonimento pugliese all'Unione
Società. La ricostruzione dell'iter di approvazione del ddl che ha esteso i diritti della famiglia alle coppie di fatto
A. Not.


il Manifesto, 10.02.06
Artemidoro, il mondo in un papiro
In mostra al pubblico da oggi a Torino il prezioso rotolo egizio recuperato nel corso di scavi all'inizio del secolo scorso. Solo negli ultimi anni è stato restaurato, ricomposto e indagato per le cure di Claudio Gallazzi, Bärbel Kramer e Salvatore Settis. Un oggetto unico, in cui coesistono ampi frammenti di un testo di geografia del II secolo avanti Cristo, mappe, disegni di volti umani e di animali veri o favolosi, e perfino incerti esercizi di «ragazzi di bottega» dell'antichità
Franco Montanari


Liberazione, 10.02.06
L’esperienza scioccante del ritorno in Italia dall’Inghilterra
Un blog contro il razzismo. Storia di mamma Flora, single con due figlie di “colore ambrato”
Monica Lanfranco


Il Giornale, 08.02.06
Il male di vivere L’infelicità di essere uomini

il Manifesto, 08.02.06
Una vecchia enciclica
di Rossana Rossanda


Liberazione, 10.02.06
A che serve la laicità? Senza, la democrazia
diventa teocrazia. La sfida dell’11 febbraio
Il coordinamento Facciamo breccia chiama a manifestare a Roma
Graziella Bertozzo


Liberazione, 10.02.06
Lettera aperta alle promotrici di “Usciamo dal silenzio”
Laicità e conflitto tra i sessi per noi sono la stessa cosa


il Manifesto, 10.02.06
KOSELLECK
Nel laboratorio della storia possibile
La morte di Reinhart Koselleck. Un grande studioso di «scienza della storia» che ha indagato la crisi della scansione lineare tra passato, presente e futuro che caratterizza la modernità. Dall'illuminismo alla monarchia prussiana, una prassi teorica tesa ad affermare che la storia si colloca nel punto di convergenza di vocabolari politici messi in tensione dalla realtà sociale che vorrebbe nominare
Sandro Chignola


il Manifesto, 10.02.06
Una grande madre contro la famiglia
La scomparsa di Betty Friedan, alla vigilia del suo ottantacinquesimo compleanno. Femminista di orientamento liberale, pragmatica e riformista, autrice di un testo cruciale, «La mistica della femminilità», uscito negli Stati uniti nel 1963
Stefania Giorgi

sabato 11 febbraio 2006

dalla Libreria Amore e Psiche

OGGI
Sabato 11 febbraio 2006
alle ore 19.00
La Libreria Amore e Psiche

presenta

Boccaccio tra Muse e donne
per una lettura del Decameron

a cura di Noemi Ghetti

voci narranti
Silvia, Simona, Sonia, Stefania


Libreria Amore e Psiche
via s. caterina da Siena, 61
(piazza della Minerva, Pantheon)
00185 Roma

info: 06/6783908
amorepsiche2003@libero.it
scopri le nostre novità su:
http://amorepsichelibreria.splinder.com/


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venerdì 10 febbraio 2006

Marco Pizzarelli segnala:
Da oggi sino a domenica 26 a Roma alla sala Trevi/Alberto Sordi una rassegna su Luis Bunuel, con tre proiezioni giornaliere (alle 17,19 e 21). Oggi in programmazione i film El, Nazarin e Veridiana.

giovedì 9 febbraio 2006

Marco Pizzarelli e Sergio Grom segnalano un articolo sul film di Reygadas su "Liberazione" di oggi, pag.3.
(lo si può leggere qui sotto)
Nereo Benussi segnala - sullo stesso quotidiano - la lettera di Mauro

da vedere:
il film "Battaglia nel cielo" è in programmazione a Roma nei cinema Eden, Mignon e Roma, a Firenze al cinema Alfieri Atelier

Anno: 2005
Nazione: Messico / Belgio / Francia / Germania
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 98'

Sceneggiatura e Regia: Carlos Reygadas
Fotografia: Diego Martínez Vignatti
Musiche: John Tavener

al proposito Annalina Ferrante segnala:

da Matteo, tre interviste al regista del film Battaglia nel cielo:

http://www.ilportoritrovato.net/html/reygadas.html

http://www.35mm.it/articoli/articolo.jsp?idArticolo=41805

http://www.35mm.it/articoli/articolo.jsp?idArticolo=41186

ed eccone un'altra, in francese:
http://www.bacfilms.com/presse/batalla/dp.pdf

l'articolo di
Liberazione, giovedì 9 febbraio 2006:
Reygadas e il sesso senza moralismi
di Stefano Jorio

Pare che Battaglia nel cielo del messicano Carlos Reygadas, in concorso all’ultimo festival di Cannes e arrivato ora nelle sale anche in Italia, abbia fatto scandalo per il primo piano di un rapporto orale. Non c’è da fidarsi. Intanto è un primo piano bellissimo, mai visto. E poi nessuno mente tanto come quando si indigna. Battaglia nel cielo rappresenta il sesso senza moralismo né ellissi né stereotipi: ragion per cui non può avere nulla di scandaloso. Del resto è un film che parla d’altro.

Città del Messico. Una giovane donna, bella, ricca, figlia di un generale. Marcos, autista e inserviente del generale: sfigato, scoppiato, casuale, ciccione, imbranato, segaiolo, quattrocchi e che si fa la piscia addosso. Sua moglie, deforme e grottesca. Rapiscono il figlio di un’amica, a scopo di riscatto, nei giorni della festa di Nostra Signora di Guadalupe: il neonato muore. Marcos perde gli occhiali, l’amore, la testa. Si mescola ai pellegrini in processione.

Questa la storia. Ma la telecamera ha la saggezza di essere altrove: trascura la scena del rapimento, dimentica di inquadrare il bimbo. Indugia nei tunnel della metro, segue passanti dalla camminata sbilenca. Si ferma a lungo sul motore di un’auto, aperto dal benzinaio; in sottofondo, un concerto di Bach. La narrazione manca i momenti salienti per guadagnare al senso le immagini più marginali: meno interessata a fotoromanzare che a liberare, in un alternarsi e compenetrarsi di passaggi terragni e scarti visionari, le violenze, la noia, gli atti incompiuti, l’assurdo. La visione si sfoca, poi si riprende; ritorna, si incanta. Un prisma ottico separa tra loro gli elementi del visibile quotidiano, e li riallinea in una prospettiva solo apparentemente incongrua.

Non pensare alla storia, sembra voler suggerire il “raccontare di sbieco” della telecamera. Guarda. Non fermarti alla successione degli episodi. Guarda le cose che si ripetono, guarda nella caserma del generale l’alzabandiera sempre uguale a se stesso, feroce e sordo e insensato in una città definitiva come una condanna a morte. Guarda la processione, il fiume di pellegrini senza volto. Guarda, in un lentissimo giro a 360 gradi, un corpo mostruoso e uno bellissimo, il loro rapporto sessuale, la finestra della stanza in cui si trovano, il balcone adiacente con due operai che sistemano un’antenna, uno scorcio di tetti, la crepa nel muro di un cortile di Città del Messico, circondato da appartamenti, altri tetti, una finestra, e dentro la finestra due corpi, il loro rapporto sessuale.

La crepa nel muro di Reygadas, i fili d’erba di Terrence Malick (è in questi giorni nelle sale il suo The new world), le nuvole di Gus van Sant articolano un nuovo grado zero del cinema, che non vuole raccontare e non vuole far vedere. Vuole guardare, memore dei film di Resnais e dell’école-du-regard. Non propone situazioni, ci si colloca dentro; intende l’essere delle persone e delle cose, prima che come un oggetto da mostrare, come un evento in cui dimorare. Vuole fare esperienza dell’accadere, riformulando la sintassi delle immagini secondo una gerarchia audiovisiva capace di far gridare, stipato nelle omissioni, il fragore di tutto il non detto: gli andirivieni al seguito di una ragazzina conscia del proprio potere, la corsa intorno al circolo cieco di una caserma, un’alzabandiera, una partita di calcio, una processione. La desolazione di una stanza da letto in un sobborgo della capitale, il sesso di due corpi disfatti, gli organi sessuali esibiti nella lentezza di un essere lì che li aliena e smaterializza.

«E’ una cosa irreale» gridano festanti all’intervistatore i calciatori dei Pumas. Hanno appena vinto il campionato. «E’ una cosa irreale» ripete Marcos masturbandosi davanti a quei fantasmi televisivi. Che cosa è davvero irreale, in questa liturgia filmata in cui la dislocazione di una macchina da presa deturpa i corpi, il desiderio, il sangue, le lacrime, i discorsi? Dov’è la realtà, in questo racconto sgraziato come un brutto sogno, che tanto più si incanta quanto più cerca di avanzare? Automi sgangherati portano la mano al petto, si ripetono l’un altro, in una terrificante catena di San’Antonio erotica, frasi allucinate e spurie: «Ti porterò sempre nel mio cuore.» Affondano e riemergono nella catastrofe del traffico cittadino. Accendono la radio, alzano il volume a palla: e restano lì, paralizzati al semaforo, sommersi dagli insulti degli automobilisti in coda. In cima alla cattedrale il batacchio di una campana dondola, lento, enorme. Dondola ancora, prende corsa. Si avvicina alla campana, sta per toccarla. Ma non arriva a suonare. Un rapimento senza inquadrature del rapito. Una processione alla madonna senza inquadrature della madonna. Un autista senza occhiali. Una campana che non suona per nessuno.

martedì 7 febbraio 2006

Nereo Benussi segnala:

Paolo Izzo su "Liberazione" di questa mattina

Tempi duri
per gli infedeli
Caro Sansonetti, nel domenicale appuntamento a reti unificate con l’angelus, Ratzinger - riferendosi alle gravi intolleranze musulmane nei confronti delle vignette satiriche - ci ha fatto sapere che le ideologie (che si riferisse anche a noi?) e l’idolatria disprezzano l’uomo. Ci ricordiamo bene di come sul finire del 2005 lo stesso signore vestito di bianco negasse dignità umana ai non credenti, non è vero direttore? E non cade in una contraddizione simile anche don Vitaliano Della Sala che proprio dalle colonne di “Liberazione”, infervorato dall’enciclica papale, si rivolge soltanto ai cosiddetti “fedeli laici”? Insomma, tempi duri per noi infedeli, ad ogni latitudine!

Paolo Izzo via e-mail

una segnalazione di Nereo Benussi:

Massimo Fagioli sull'Unità:
l'Unità 6 Febbraio 2006
UN GRUPPO DI SCIENZIATI
«L’aborto non è assassinio: la vita inizia dalla 24ª settimana»



L'aborto non è un assassinio: la vita umana inizia solo a partire dalla 24esima settimana di gestazione, sotto questo limite minimo di vitalità il prematuro non sopravvive. È quanto affermano autorevoli esperti di diverse branche della scienza e della medicina: dallo psichiatra Massimo Fagioli al genetista Edoardo Boncinelli; dal direttore della Società Italiana Studi Medicina Riproduzione Luca Gianaroli al presidente della Società Italiana di Neonatologia Giorgio Rondini del Policlinico San Matteo di Pavia.
«Il feto non solo non è vita, ma non ha la possibilità di vivere; fino alla 24esima settimana di gravidanza quando si forma la retina dell'occhio ed emerge la possibilità di reazione alla luce: poi, alla nascita, con la luce può iniziare il pensiero umano e la vita umana», sostiene Fagioli.
Da parte sua, Boncinelli precisa, «bisogna intendersi con la parola vita: se ci si riferisce a quella biologica essa inizia con la fecondazione, se invece ci riferiamo alla vita umana non inizia nè con la fecondazione nè con l'embrione». L'embrione, infatti, «fino alla seconda settimana non ha alcuna caratteristica che si attribuisce all'essere umano». «Il limite sotto il quale non ci sono probabilità di una vita dignitosa, è un'area tra la fine della 23esima e l'inizio della 24esima settimana di gestazione - spiega Rondini - Non ha senso praticare cure straordinarie ad un feto precoce per una avere nella migliore delle ipotesi un neonato fortemente menomato nel cervello e nello sviluppo psichico».
«Non sono di certo per fare più aborti: quanti però urlano oggi contro l'aborto e la stessa Ru-486, sono gli stessi che lo hanno incentivato per legge - osserva Gianaroli - la 40 che vieta di selezionare gli embrioni destinati ad aborto naturale. Così gli italiani oltre ad andare all'estero per la fecondazione assistita ci andranno pure per abortire».

una segnalazione di Roberto Martina:

un altro articolo che altrettanto cita Massimo Fagioli a proposito dell'inizio della "vita umana alla 24esima settimana" è apparso nella stessa data [fonte: presstoday.com] anche sulle seguenti testate - tutti quotidiani regionali FINEGIL della medesima proprietà del gruppo l'Espresso -:
"Alto Adige" di Bolzano, "La Gazzetta di Modena", "La Gazzetta di Mantova", "Trentino" di Trento, "Corriere delle Alpi" di Belluno, "La Nuova Ferrara", "La Gazzetta di Reggio".
Eccone qui di seguito il testo:


pagina 6
Attualità
Per alcuni scienziati non avrebbe senso parlare di aborto prima di questa tappa

«Vita umana alla 24ª settimana»
Fissato lo sviluppo minimo perchè un neonato possa vivere

ROMA. L’aborto non è un assassinio, nè tanto meno un dramma per la donna: la vita umana inizia solo a partire dalla 24ª settimana di gestazione, sotto questo limite minimo di vitalità il prematuro non sopravvive. E’ quanto affermano autorevoli esperti di diverse branche della scienza e della medicina: dallo psichiatra Massimo Fagioli al genetista Edoardo Boncinelli. E ancora il direttore della Sismer (Società italiana studi medicina riproduzione) Luca Gianaroli, della Sin (Società italiana di neonatologia) Giorgio Rondini, del San Matteo di Pavia. «Il feto non solo non è vita, ma non ha la possibilità di vivere; fino alla 24ª settimana di gravidanza quando si forma la retina dell’occhio ed emerge la possibilità di reazione alla luce: poi, alla nascita, con la luce può iniziare il pensiero umano e la vita umana», sostiene lo psichiatra. Da parte sua, Boncinelli precisa, «bisogna intendersi con la parola vita: se ci si riferisce a quella biologica essa inizia con la fecondazione, se invece ci riferiamo alla vita umana non inizia nè con la fecondazione nè con l’embrione». L’embrione, infatti, «fino alla seconda settimana non ha alcuna caratteristica che si attribuisce all’essere umano: non possiede neanche un piccolo segno del sistema nervoso e non reagisce, non pensa, non soffre, non gioisce». Poi più avanti, «si formano le caratteristiche che fanno l’essere umano - conclude Boncinelli - fino alla nascita quando compare il respiro e la vita autonoma: ci vuole il respiro e il funzionamento del sistema nervoso per parlare di vita umana». Un ‘pool’ di nove società scientifiche ha messo a punto un protocollo ‘raccomandazioni per le cure perinatali nelle età gestazionali estremamente basse’ che pone il limite minimo di vitalità del nascituro alla 24ª settimana di gestazione. «Il limite sotto il quale non ci sono probabilità di una vita dignitosa, è un’area tra la fine della 23ª e l’inizio della 24ª settimana di gestazione - spiega Rondini -. Non ha senso praticare cure straordinarie, intensive e di rianimazione, ad un feto precoce, dal tessuto molto, molto precario per una avere nella migliore delle ipotesi un neonato fortemente menomato nel cervello e nello sviluppo psichico». Dunque, prima della 24ª settimana non c’è vita umana. Gianaroli critica quindi la legge sulla fecondazione assistita che vieta di selezionare gli embrioni, evitando di impiantare quelli che produrranno aborti spontanei.


Inoltre era uscito in precedenza - domenica 5 febbraio - un altro articolo che citava Massimo Fagioli:
Latina Oggi, domenica 5.02.06
VIOLENTI QUASI NORMALI
Viaggio nel disagio degli adolescenti
di Licia Pastore


Partire dalle cifre può aiutare, ma non è certamente sufficiente a spiegare cosa si cela dietro quei comportamenti di adolescenti che sempre più spesso diventano protagonisti sulle pagine della cronaca di azioni indiscutibilmente violente e nello stesso tempo non facilmente comprensibili. Le ultime stime degli accessi annui al Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero del Goretti parlano di un aumento rispetto agli scorsi anni, degli stati d'ansia, di disagi psichici. Ma non basta a fornire prime possibili ipotesi. C' è pronta la spiegazione di chi sottolinea che è inutile fare riferimento solo a queste diagnosi, perché è la stessa vita frenetica di tutti i giorni a rendere ansiosi. Nel caso dei giovani le cose starebbero diversamente. Si sente parlare dell'adolescenza come quel periodo in cui spesso si manifestano le 3 D. Disagio, devianza e delinquenza farebbero parte di quella teorica condizione di difficoltà minorile. Ma è proprio così? Risale a fine dicembre il fatto del giovane laureando in farmacia da tutti descritto come un ragazzo tranquillo, perfettamente normale, (impegnato nel servizio civile ) che improvvisamente in seguito ad un litigio si scatena e prende a martellate la madre. Un giudizio immediato, vorrebbe che a fatti di questo tipo corrispondano punizioni esemplari: ma tralasciando la ricostruzione dei gravi fatti accaduti, non limitandosi quindi alla sola comunicazione della notizia è chiaro che episodi così eclatanti aprono la strada a riflessioni complesse. Cosa si cela effettivamente dietro questa apparente normalità? Sono giovani che magari si fanno qualche spinello, bevono un bicchiere in più la sera con gli amici, frequentano la scuola o l'università e non sembrerebbero neanche afflitti da pesantezze familiari, perché nella realtà sono liberissimi di muoversi come gli pare. Cosa si scatena nella mente di un giovane difficile da immaginare come un potenziale mostro capace di una violenza non facilmente comprensibile? Come inquadrare un gesto di questa portata? Come fatto di eccessivo contrasto tra adolescenti e genitori? Oppure c'è un qualcosa che potrebbe spingere a pensare a una abnormalità richiamando elementi patologici specie tra le fasce sociali adolescenziali e giovanili?
Alcune domande rivolte al primario del Centro Pschiatrico dell'Infanzia e dell'Adolescenza, Servizio Speciale della Asl, Sandro Bartolomeo hanno confermato questa pista.
Infatti è lo stesso specialista a lanciare l'allarme sull'aumento di «gravi disturbi di personalità» degli adolescenti legati spesso ad una eccessiva aggressività (riferibile anche a personalità borderline, che in parole più semplici sono quelle che appartengono a quell'area di confine fra normalità e patologia.
«Occorre tenere distinti i normali conflitti che in età adolescenziale oppongono i giovani agli adulti. In questi casi si tratta di processi benevoli che servono alla crescita. Diversamente quelli che sono comportamenti anormali che si caratterizzano per eccessi di aggressività (non legati all'uso di sostanze) - spiega Sandro Bartolomeo - Non parlerei di ansia, che è uno stato diffuso in una società in cui l'ansia cresce proprio in base ai ritmi quotidiani».
Nel considerare in prima istanza questi fatti non c'è una sottovalutazione dell'aspetto psicopatologico in quanto va in primo piano un generico disagio che comprende fenomeni molto diversi fra loro e nasconde alcune specifiche problematiche di ordine psichiatrico?
«Il discorso che preoccupa è di adolescenti che stanno male e manifestano il loro malessere attraverso comportamenti aggressivi. Comportamenti clinicamente rilevabili che vanno dalla depressione ma anche attraverso comportamenti di grave trasgressione sociale. Per capirci meglio, guidare una macchina ad altissima velocità o altre trasgressioni simili che potrebbero sembrare poco significative. E' proprio questo tipo di disturbi nella provincia che è sicuramente in aumento. In parte legato anche all'abuso di sostanze stupefancenti. Cosa diversa dai gravi disturbi di personalità che non sappiamo quando si manifesteranno ma che generalmente posso dire che esplodano quando c'è un particolare stato di stress determinando quella fase che noi definiamo di acting out. Le problematiche psichiatriche possono sottendere tranquillamente in soggetti apparentemente normali e poi comparire improvvisamente».
Ma quindi questa sottovalutazione ha a che vedere con una impostazione culturale diffusa in cui si tende a considerare il rapporto tra normalità e malattia come un continuum, perdendo così di conseguenza anche il concetto di quel salto qualitativo sull'esatto confine tra malattie mentale e generico disturbo nevrotico?
«In psichiatria esistono i normali disturbi nevrotici e i gravi disturbi psicotici. Ce ne dobbiamo occupare in termini di prevenzione. La scuola, la famiglia e i servizi dovrebbero essere più capaci di individuare i giovani in difficoltà e tentare situazioni di recupero preventivo, non arrivando ad assistere al fenomeno dei disturbi conclamati».
Per allargare il campo ed avere una completezza di pareri cercando approfondire di più, le stesse domande le abbiamo proposte a Lino Carfagna, Capo Dipartimento Salute Mentale della Asl. Il dottor Carfagna è di rientro da un convegno in cui ha lanciato il suo di allarme che è relativo alle patologie prevalenti negli adolescenti che secondo le statistiche sono in cura presso il Dipartimento.
«Ciò che negli adolescenti sta cambiando, esprimendo aumenti rispetto al passato - spiega Lino Carfagna - sono i disturbi di personalità. Nei giovani sono molto frequenti. In questi casi possono scompensarsi ed entrare in un contesto più specifico di psicosi. In termini percentuali in quest'ultimo anno ci sarebbe stato un aumento del 25% di queste patologie».
Attualmente presso il Dipartimento di Salute Mentale ci sono in carico oltre 1600 pazienti. Tra questi moltissimi sono adolescenti che arrivano ai servizi o per una crisi già esplosa e ad altri vengono spesso diagnosticati disturbi di depressione. «Molto spesso da parte della famiglia c'è la tendenza a negare il fenomeno - aggiunge - ed è come se si chiudessero gli occhi di fronte a segnali che si evidenziano nei comportamenti». Da parte dei servizi molto spesso dopo la presa in carico, vengono seguiti percorsi diagnostici diversi. Nella maggior parte dei casi quando si tratta di crisi violenti si interviene con i farmaci.
Ma rispetto alla cura di questi giovani, come si pongono le ultime scoperte farmacologiche?
«Molto spesso ci troviamo di fronte a problemi di disturbi seri. Quando ci sono scompensi evidenti interveniamo con i farmaci. Diversamente cerchiamo di lavorare anche con la psicoterapia. Per ora riusciamo ad assicurare una presa in carico psicologica anche se spesso questi giovani utilizzano sostanze stupefacenti quasi a scopo di tamponamento dei loro problemi». Purtroppo quanto si riesce a garantire nei servizi non è abbastanza sufficiente per intervenire su molti casi.
«Il farmaco può aiutare - aggiunge - ma occorrerebbe assicurare una presa in carico maggiore. La caratteristica dell'ultima generazione è l'assenza di speranza, molto spesso sono disperati, perciò si può comprendere come oggi normalità e follia si tocchino di continuo e tendano a confondersi. Considerare la prevenzione come momento fondamentale è indispensabile. Ci vorrebbe maggiore attenzione. Anche a scuola gli stessi insegnanti potrebbero fare molto nel segnalare quei casi che si riescono a rilevare anche attraverso l'osservazione dei comportamenti in classe. L'ideale sarebbe lavorare su gruppi di adolescenti». A questo proposito, lo psichiatra e psicoterapeuta Mariopaolo Dario che da anni svolge psicoterapia di gruppo in ambito privato e in quello pubblico dove lavora come dirigente medico presso il Dsm della Asl Rm D, dichiara che: «Nelle generazioni giovanili dal dopoguerra in poi, (basta pensare al celebre film Gioventù Bruciata o al movimento giovanile del '68) ci sono sempre stati comportamenti trasgressivi. Pur condividendo l'ipotesi che nell'attuale generazione adolescenziale c'è una mancanza di prospettive, una diffusa rassegnazione derivata da un clima culturale e sociale di perbenismo istituzionale, non mi trovo d'accordo sull'idea che normalità e follia tendano a confondersi. La malattia mentale ha specifiche caratteristiche ed è limitata ad una percentuale minima di persone. I segni premonitori dovrebbero essere colti da psichiatri formati nella clinica psicopatologica e nella ricerca della realtà psichica non cosciente. Quando la malattia è manifesta i comportamenti alterati sono rilevabili da qualsiasi persona di buon senso. Gli psichiatri quindi devono indirizzare la loro attenzione agli aspetti non evidenti della patologia inseriti in comportamenti normali i cui capisaldi sono il manierismo, la dissociazione, fino ad arrivare al grande concetto dell'anaffettività, proposto dalla teoria del professor Massimo Fagioli. Tutto questo è confermato ampiamente dalla ricerca trentennale di quella particolare psicoterapia di gruppo che è l’Analisi Collettiva. Questa dimensione psichica di anaffettività si evidenzia come struttura di personalità compatibile con la norma che però fa ammalare l'ambiente umano intorno ad essa. Se messa in crisi si evidenzia con sintomatologia che prima di essere evidente con comportamenti grossolanamente patologici può manifestarsi con piccoli segni come accade in una lieve dissociazione del pensiero o nel manierismo. Tale atteggiamento consiste nel fatto che il soggetto si esprime creando un'immagine falsa, innaturale di se stesso nel tentativo di esprimere qualcosa che sa di non avere e di cui sente la mancanza».
La droga come fattore scatenante ci può entrare?
«L'uso di sostanze stupefacenti è diffuso ma non c'è corrispondenza fra la percentuale delle malattie mentali gravi che sono abbastanza stabili in termini di percentuali (circa il 3% della popolazione) e la diffusione dell'uso di sostanze. Non è quindi la droga causa scatenante ma tale esperienza può, in alcuni evidenziare un crollo psichico i cui elementi nascosti potevano essere preventivamente colti se osservati. Rimane fondamentale per lo psichiatra la possibilità di distinguere ai fini diagnostici tali situazioni evitando assolutamente un trattamento generico o prevalentemente farmacologico.
Con farmaci o psicoterapia?
«L'approccio più valido ritengo che sia quello psicoterapico, individuale o di gruppo, che colga nella dimensione psichica di anaffettività il principale agente patogeno e che sappia confrontarsi con tale dinamica inconscia patologica ai fini di una trasformazione completa e radicale delle dimensioni malate. Con questa impostazione terapeutica dopo un percorso spesso lungo e impegnativo si possono realizzare a vari livelli di guarigione: prima di tutto evitando la cronicizzazione della patologia, poi conquistando un'autonomia sociale lavorativa e infine realizzando possibilità di libertà nelle scelte personali e nei rapporti affettivi».
Quanti sono i giovani che si rivolgono a questo tipo di cura?
«La richiesta di psicoterapia è abbastanza diffusa. Vi è una domanda espressa relativamente ristretta forse perchè legata al problema del pagamento; ma vi è anche una domanda inespressa di psicoterapia a cui non viene data risposta e che potrebbe essere intercettata da servizio pubblico tramite psichiatri formati a tale lavoro. Cosa questa che non avviene perché nei servizi pubblici viene privilegiata da parte degli psichiatri la risposta farmacologia che la fascia d'utenza giovanile non giudica efficace».
E nel caso specifico del gesto del giovane che ha preso a martellate la madre?
«E' una reazione strana. Un conto è arrabbiarsi , urlare, arrivare magari a dare qualche schiaffo. Altro è prendere a martellate una persona. Questo comportamento violento che esprime una ribellione incongrua ci deve far ipotizzare un salto del soggetto nella psicopatologia, da approfondire negli aspetti di alterazione del pensiero precedente all'alterazione del comportamento».
Licia Pastore

I disturbi di personalità
I cosiddetti disturbi di personalità si distinguono in vari tipi. I tre più gravi anche in base a recenti sentenze della Corte di Cassazione rientrano tra quelle patologie che possono determinare anche l’incapacità di intendere e volere e che sono inserite nella diagnosi di schizofrenia latente.

L’allarme degli specialisti
DA parte dei servizi specialistici della Asl è stato segnalato l’aumento di casi che fanno riferimento a «gravi disturbi di personalità». Si tratta sia dei casi seguiti presso il Centro Speciale che presso il Dipartimento di Salute Mentale.

La domanda di psicoterapia
Farmaci o psicoterapia?
La farmacologia spesso non viene ritenuta efficace dagli adolescenti. Diversa la questione della psicoterapia. Da parte dei giovani la richiesta di psicoterapia è abbastanza diffusa. Purtroppo buona parte rimane inespressa per il problema del pagamento

Corriere della Sera – Salute, 06.02.06
Quella nebbia è calata sull'anima
La depressione non è la tristezza o la sottile malinconia che possono provare tutti nella vita. È una malattia come le altre. E come queste va accettata e curata, con prontezza e senza vergogna.


Liberazione, 05.02.06
Sulla Terra c’è vita. Artificiale.

Liberazione, 05.02.06
Darwin: Un gesto di rottura con la religione
di Patrick Tort


Liberazione, 05.02.06
Bibbia e bandiera alla Casa Bianca
di Guido Caldiron


Liberazione, 05.02.06
“Disegno intelligente”. Istruzioni per il non uso
di Christian de Duve
Intervento tratto da un numero speciale del settimanale francese “Nouvel Observateur” dal titolo “La Bible contre Darwin”


Liberazione, 05.02.06
Natura e società tra ideologia e scienza
di Giuseppe Prestipino


Liberazione, 05.02.06
La storia di un ragazzo trentenne sfuggito ai pregiudizi e al manicomio
«Così ho vissuto legato ad un letto e così sono riuscito a slegarmi»
Luigi Attenasio* e Angelo di Gennaro**
Direttore e ** Psicologo del DSM della ASL C di Roma - Psichiatria Democratica


Liberazione, 03.02.06
"Liberazione"
“A proposito di "preti in politica"
Roberto Giorgini, Firenze


Liberazione, 03.02.06
L'amore, la libertà
Marco Pizzarelli, via e-mail


il Messagero, 02.02.06
Il regista Carlos Reygadas parla di “Battaglia nel cielo”, pellicola-scandalo da domani nelle sale vietata ai 18
Sesso e sangue nel Messico nudo
di L. Jattarelli


Liberazione, 02.02.06
Laicità
Essere crocifissi oggi
Antonella Pozzi, via e-mail


Liberazione, 31.01.06
Vaticano
Par condicio in terra...
Paolo Izzo via e-mail


Liberazione, 31.01.06
Argentina 30mila scomparsi...e la Chiesa a braccetto con i militari
Marcelo, via e-mail

lunedì 6 febbraio 2006

LA LIBRERIA AMORE E PSICHE

comunica

da venerdi 3 febbraio 2006
è disponibile il secondo DVD

"Analisi collettiva incontri"

a Firenze da STRATAGEMMA

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venerdì 3 febbraio 2006

Corriere della Sera, 03.01.06
Nuove terapie
Il ritorno dell'elettroshock?
In Usa si sperimenta una nuova tecnica per combattere la depressione, «a base» di stimolazioni magnetiche


ANSA, 03.02.06
FIGLI PIGRI E MAMMONI? SONO I GENITORI A TARPARE LE ALI


Liberazione, 03.02.06
Lo scontro tra due civiltà che si sentono deboli
di Piero Sansonetti


http://canali.libero.it, 02.02.06
Padre Fedele/ Il professor Francesco Bruno ad Affari: "La suora? E' pazza"


AGI, 02.01.06
NEONATOLOGI, VITA UMANA INIZIA DA 24 SETTIMANE IN SU


Repubblica, 02.02.06
Firenze, per la prima volta un documento di pediatri e commissione bioetica: tutte le raccomandazioni
"Fermiamo le cure intensive per i neonati troppo prematuri"
I medici: limitiamo l´accanimento terapeutico
Un accompagnamento dolce alla morte per chi nasce di 22-23 settimane "Ma spetta alla coscienza del singolo pronunciarsi caso per caso"
MARIA CRISTINA CARRATU


Liberazione, 02.02.06
Le donne si fanno sentire, la Commissione sulla legge 194 smentisce Storace
Elettra Deiana


Liberazione, 02.02.06
«Prossimo obiettivo l’8 marzo»
Le donne di “Usciamo dal silenzio” si riorganizzano per dare nuova visibilità a quella politica espressa lo scorso 14 gennaio
Claudio Jampaglia


Liberazione, 02.02.06
La rivoluzione culturale, un mito finito sotto il controllo dell’esercito
Quarant’anni fa iniziava il gigantesco processo nella società cinese messo in movimento da Mao all’insegna dello slogan “sparate al quartier generale”. Oggi un volume collettivo ne ripercorre la storia
Antonio Moscato


La Stampa, 01.02.06
RITORNA UN CLASSICO DI BOBBIO: E' L'OCCASIONE PER FARE CHIAREZZA SU DUE TERMINI CHE MOLTI CONFONDONO, CON CONSEGUENZE PARADOSSALI
Si fa presto a dire liberaldemocratico
di Franco Sbarberi


Corriere della Sera, 31.01.066
Percezione
Perché i cinque sensi non ci bastano più
Ne sono stati accertati almeno 21. Ma per alcuni sono oltre 30.
Oggi si va scoprendo una complessa rete sensoriale, per lo più inconsapevole


La Stampa, 01.02.06
E’ un jogging interiore che fa restare sani
CERVELLO, CUORE, POLMONI E SISTEMA IMMUNITARIO SI TRASFORMANO. «E L’ORGANISMO SI RAFFORZA»


La Stampa, 01.02.06
PSICOLOGIA, MATEMATICA E MEDICINA
La femmina umana si conquista ridendo


La Stampa, 01.02.06
Dai numeri le formule dello humor


La Liberazione, 01.02.06
Lettera a Storace «Lascia decidere me e le donne come me»


La Liberazione, 01.02.06
Approvata l'indagine conoscitiva sull'aborto.
Si astiene Moroni. Aria fritta per l'Unione, ma Volonté (Udc) rilancia: «La modificheremo nella prossima legislatura»
Il flop del ministro Storace: la 194 è una legge giusta
di Gemma Contin


La Liberazione, 01.02.06
«La Chiesa non fa politica» ma ci prova
di Fulvio Fania


Liberazione, 01.02.06
Quale Marx per il XXI secolo? Nella discussione interviene lo studioso marxista Christopher Arthur, tra gli autori del volume collettivo "Sulle tracce di un fantasma". Propone di recuperare l'idea hegeliana di totalità
E se per sconfiggere il capitale avessimo bisogno di Hegel?
di Christopher J. Arthur


Il Manifesto, 01.02.06
Prodi difende la pillola abortiva


Il Manifesto, 01.02.06
Un amore comune


Il Manifesto, 31.01.06
Ministro in pillola
MICAELA BONGI


Il Manifesto, 31.01.06
Storace scatenato
Il ministro della Salute annuncia di voler cambiare il decreto che autorizza l'importazione della pillola abortiva. E sugli immigrati avverte: «Li sottoporremo a visita medica»
LEO LANCARI


Il Manifesto, 31.01.06«Nessun rischio dagli stranieri»
Secondo il medico degli immigrati i controlli sanitari non si possono imporre


Il Manifesto, 31.01.06La videoarte ha perso Nam June Paik
Se ne va il grande giocoliere elettronico grazie al quale l'interazione tra immagini, suoni, luci e colori divenne un linguaggio artistico di primaria importanza sulla scena contemporanea
ELENA DEL DRAGO


Citato al martedi:
Corriere della Sera, 26.01.06
Severino: ma alla fine il vincitore è il filosofo
«Il Papa ha colpito, ma il colpo gli torna indietro
Non si liquida un pensatore così in poche frasi»

martedì 31 gennaio 2006


E' online il servizio di newsletter quotidiana

della sezione italiana della Sinistra Europea

www.rossodisera.info

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Elisabetta Amalfitano, produttrice del film documentario di Massimo D’orzi,
e Il Gigante comunicano che:

“Adisa o la storia dei mille anni”

sarà in programmazione a Roma al Politecnico Fandango (Via Tiepolo, 13/a)
da martedì 31 gennaio a venerdì 3 Febbraio 2006
nei seguenti orari: 19.00 - 20.30 – 22.00.
Venerdì 3 febbraio la proiezione sarà solo alle 19.00 (salvo variazioni).
Per qualsiasi informazione sul film: www.ilgiganteonline.it/adisa

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Carla Severini comunica che il 6 febbraio 2006 inizierà il corso

"Uguale e diverso. Considerazioni sul rapporto tra uomo e donna"

tenuto da Annelore Homberg presso l'Università degli Studi di Foggia
Pe maggiori informazioni consultare il sito www.unifg.it in homepage/eventi

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lunedì 30 gennaio 2006

La Libreria Amore e Psiche informa che è on line su
www.mawivideo.it
la registrazione dell’intervento di
Massimo Fagioli
di venerdì 27 gennaio presso la Casa del Cinema di Roma
in occasione della presentazione del libro di
Fausto Bertinotti
‘Il ragazzo con la maglietta a strisce’


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il Prof. Massimo Fagioli
è stato ospite di Gigi Marzullo nella trasmissione
"Cinematografo" su RaiUno
nella serata tra il 29 eil 30 gennaio

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Liberazione, 29.01.06
Le "contraddizioni" della Chiesa
Mariantonietta, via e-mail


Liberazione, 28.01.06
Aborto
Perché il senso di colpa?
GIULIA INGRAO


Liberazione, 28.01.06
Politica e realtà psichica
Lamberto, via e-mail


Liberazione, 28.01.06
Un disegno superiore?
Arianna, via e-mail


Liberazione, 27.01.06
Quei prelati col braccio teso
Gian Carlo, via e-mail

Corriere della Sera, 31.01.06
Sentenza a Monza: tutela piena alla scelta della madre, in secondo piano il diritto alla paternità
«Aborto, decide la donna. Il no del marito non conta»
Lei rinuncia alla gravidanza, lui contesta. Il giudice: decide la donna


Corriere della Sera, 30.01.06
«Caso Toscana»: da lì arrivano il 90% delle richieste
Storace: «Ru486, modificherò il decreto»
Il ministro ha annunciato limitazioni per l'acquisto di farmaci all'estero. In arrivo visite per gli immigrati che entrano in Italia


Corriere della Sera, 30.01.06
Pechino mette al bando i cowboy gay
Ma per quattro cinesi su dieci i rapporti omosessuali non sono un problema
di Fabio Cavalera


Gazzetta del Sud, 30.01.06
Emergenza depressione: cosa fare
Non solo farmaci per curarsi secondo Antonio Tundo, direttore dell'Istituto di Psicopatologia di Roma
Come essere vicini in modo giusto a chi soffre
di Giorgio Perrotti


Carmillaonline.com, 30.01.06
Schedatura neuropsichiatrica a scuola?
di Margherita Pellegrino


La Stampa, 30.01.06
PUTIN RESTAURATORE
Nuova Russia suona l’ora di catechismo
di Enzo Bettiza


Repubblica, 29.01.06
Ricerca Usa: ecco come l'area cerebrale diventa più grande.
Normalmente queste zone tendono a ridursi con l'età.
Meditare rafforza il cervello. Ecco i segreti della mente.
Esercizio utile anche contro lo stress. Le onde gamma fanno invecchiare meglio e riducono il rischio di malattie
di Luigi Bignami


La Stampa, 28.01.06
Perché la Cina non separa bene e male, vero e falso
François Jullien confronta la cultura europea d’impronta platonica con il Libro dei Ching
di Gianfranco Marrone


Liberazione, 28.01.06
Bertinotti il dubbio e la politica
di Saverio Aversa


Liberazione, 27.01.06
I ginecologi dell'isola ufficialmente non praticano aborti. Ma in privato...
Obiettori di giorno e abortisti di sera: Ischia e i suoi medici con gli scrupoli
di Laura Eduati


venerdì 27 gennaio 2006

Il Giornale, 27.01.06
ARTAUD Lo specchio oscuro del genio malato
di Stenio Solinas


Corriere della Sera, 27.01.06
Da McCartney alla Stone. Su «Ok Salute» come curarsi
L’avarizia? Una vera malattia
Lo psichiatra: «E' diffusissima, la mancanza di soldi non c'entra». Chi ne soffre non lo sa. Per qualcuno è diventata un valore


Sanihelp.it, 26.01.06
Tutti in palestra contro la depressione


ANSA, 26.01.06
Ansia parto dei papa' nuoce a donna
Soprattutto dopo un cesareo i dolori della donna aumentano


Corriere della Sera, 26.01.06
Ricerca della Società Italiana di Andrologia
E' boom di sesso «dopato» in Italia
Giovani perfettamente sani tra i 20 e i 35 anni chiedono sempre di più aiuto ai farmaci per stupire la partner con super-prestazioni


Liberazione, 26.01.06
Comunismo e nazismo, due storie diverse
di Rina Gagliardi


Liberazione, 26.01.06
Dopo il 14 gennaio a Milano. Come non disperdersi e dare concretezza a un soggetto collettivo
Il silenzio, le parole. E ora piccoli progetti di donne.
A partire dalla quotidianità e dai problemi concreti
di Emanuela Borzacchiello


Liberazione, 26.01.06
Ognuna col proprio vissuto nella piazza di tutte
Il corteo di Milano, la nostra prima volta
di Mariarosaria La Porta e Ilaria Moroni*


Liberazione, 26.01.06
Legge 180
Un'esperienza sconvolgente


Liberazione, 26.01.06
Prima enciclica di Ratzinger. «Uno stato senza giustizia è una banda di ladri (S.Agostino)».
«Marxismo «sogno svanito» ma rischi di secolarizzazione per il volontariato cattolico
Eros è amore. E carità non è politica
di Fulvio Fania


Liberazione, 26.01.06
Eros e divino
La festa o la trasgressione dei divieti
di Georges Bataille


Liberazione, 26.01.06
Un libro intervista al segretario di Rifondazione della regista Wilma Labate. Una biografia dalle origini nell'ambiente operaio di Sesto San Giovanni alla militanza sindacale
Bertinotti, la politica parte da una maglietta a strisce
di Saverio Aversa


il Manifesto, 26.01.06
Il copyright del Vaticano sull'amore
Benedetto XVI ha celebrato ieri la liturgia di chiusura della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani nella basilica romana di San Paolo fuori le Mura insieme a rappresentanti delle chiese ortodosse e protestanti. E ha ribadito il tema dell'amore cristiano
IAIA VANTAGGIATO


il Manifesto, 26.01.06
L'ENCICLICA
Passioni politiche
L'enciclica programmatica di Benedetto XVI: l'amore di Dio come pilastro della Chiesa
FILIPPO GENTILONI


il Manifesto, 26.01.06
In viaggio da eros ad agape
Nel documento, presentato ieri in Vaticano, Benedetto XVI afferma che l'unica evoluzione possibile per il sentimento è l'amore verso Cristo
MIMMO DE CILLIS*


il Manifesto, 26.01.06
Il racconto di una scelta
Un filo lega «La ragazza del secolo scorso» di Rossana Rossanda, e il libro a una vita, e una vita alla storia. Racconto di un privato immerso in una vicenda altra, dura, grande e terribile. Appunto, il secolo scorso. Racconto di un grande amore andato a male scritto per difendere la memoria dei comunisti
MARIO TRONTI


Liberazione, 25.01.06
Storia di due lesbiche, un bimbo e la disperazione di Francesco Merlo
Povero maschio globalizzato, degradato a produttore di sperma...
di Daniele Zaccaria


Liberazione, 25.01.06
Cattolici, protestanti e ortodossi a Roma
Il cardinale e la vescova. Dialogo arduo tra chiese nell'Europa "cristiana"
di Fulvio Fania


giovedì 26 gennaio 2006


"Architettura e immagini. Esperienze di architettura contemporanea"
.

Mostra di
Daniela Gualdi e Anna Guerzoni
a Firenze da BZF (Bizzeffe)
in via Panicale, 61/r
dal martedi 17 gennaio al sabato 11 febbraio.

La festeggeremo con una serata di aperitivi e musica
VENERDI 27 GENNAIO ALLE ORE 18

La mostra è composta da circa 60 pannelli, alcuni plastici, testi e proiezione di immagini

AprileOnLine, 25.01.06
Se il Vaticano sceglie di non scegliere
Chiesa. Nessuna indicazione di voto per le prossime elezioni. Ma Ruini chiede ad elettori e futuri parlamentari una maggiore attenzione su temi come famiglia e difesa della vita
Paolo Giorgi


Le Scienze, 24.01.06
Scimpanzé, più uomo che gorilla
L'evoluzione molecolare delle due specie differisce solo del 3 per cento


Liberazione, 24.01.06
Laicità
Ratzinger "battezza" Roma


Il Manifesto, 24.01.06
POLITICA O QUASI
Se a sinistra si tornasse ad amare
IDA DOMINIJANNI


Il Manifesto, 24.01.06
SALUTE MENTALE
Vertigini dopo il volo di Basaglia
STEFANO ANGELI*


Corriere della Sera, 24.01.06
L'intervento del presidente della Cei
«Elettori stiano attenti a famiglia e vita»
Ruini e il voto di aprile: «Chiesa neutrale rispetto agli schieramenti»


Il Manifesto, 22.01.06
I fattori terapeutici nella relazione con l'altro
Una miscellanea di saggi raccolti da Giuseppe Berti Ceroni con il titolo «Come cura la psicoanalisi?»
Quel che muove l'essere umano, sia quando soffre che quando cerca rimedio al dolore, è iscritto nella comunicazione con i suoi simili
ALBERTO LUCHETTI


Liberazione, 21.01.06
Io dico: l'aborto non è un dramma
di Angela Azzaro


Europa, 21.01.06
Ma la vera chimera è il museo
di Simona Maggiorelli


AdnKronos, 02.01.06
Apre a nuove applicazioni nella meccanica quantistica ad hi-tec
Fisica, ricerca italiana in copertina su 'Physical Review Letters'
Gli scienziati sono riusciti a isolare pochissimi elettroni all'interno di una nanostruttura e a cambiarne le proprieta' in modo controllato


Edicolaweb, 20.01.06
IPOTESI SULLA REALTÀ
Le scoperte della fisica del ventesimo secolo hanno profondamente cambiato la visione della realtà naturale. La "teoria della relatività" di Einstein ha dimostrato che la materia è una forma di energia e la "meccanica quantistica" ne ha evidenziato la natura "ondulatoria".


Liberazione, 20.01.06
Donne, ripartire dal quotidiano
per capire la realtà e modificarla
di Eleonora Cirant


Liberazione, 19.01.06
Le piazze di Roma e Milano
Antidoto alla mediocrità politica
di Giovanni Palombarini


Liberazione, 19.01.06
Dopo tante indiscrezioni è stato il Papa stesso ad annunciare che "Deus caritas est" uscirà il 25
L'enciclica è in ritardo e Ratzinger la racconta. Anche l'eros viene da Dio
di Fulvio Fania


AGI, 19.01.06
EUTANASIA: VERONESI, SE PERMESSA LA FAREI, OK DA INTELLETTUALI
D'accordo con Veronesi si dicono lo psichiatra Massimo Fagioli ed i filosofi Emanuele Severino e Umberto Galimberti


AGI, 19.01.06
Il disturbo bipolare, piu' correttamente psicosi maniaco-depressiva come la defini' Emil Kraepelin, fatto di fasi depressive alternate a fasi maniacali, interessa tante persone, le stime parlano oltre 900 mila in Italia, insorge gia' in eta' infantile ma sulla sua eziologia, diagnosi e terapia ci sono opinioni divergenti tra le scuole di pensiero.

Corriere della Sera, 18.01.06
L'inchiesta dell'Eurispes: +8% rispetto a 15 anni fa
Italia, quasi l'88% si proclama cattolico
Ma solo il 37% è praticante e una larga maggioranza è favorevole ai pacs e difende il divorzio. E in molti giustificano anche l'aborto


AprileOnline, 18.01.06
L’avanzata dei Teocon ed il vuoto di una politica alternativa
Piemonte. Casini e Pera sbarcano a Torino. Enorme l'entusiasmo dei presenti. Ma davvero non esistono alternative etiche non religiose in cui ci si possa identificare?
Rachele Venco


Liberazione, 18.01.06
Il contagio vitale di questo femminismo
di Lea Melandri


Liberazione, 18.01.06
Indagine Eurispes sugli italiani. Più religiosi ma più disobbedienti
Pacs è bene. Anche per i cattolici
di Fulvio Fania


Liberazione, 18.01.06
E' ora di volgere lo sguardo dalla sola produzione alla riproduzione
Diritti di genere, mettiamoli al centro della politica
di Monica Lanfranco


Liberazione, 18.01.06
L'idea del ministro: diritti solo per le madri legittimamente sposate
La donna di Buttiglione, non ancora cittadina
di Lidia Menapace


Liberazione, 18.01.06
Quale Marx per il XXI secolo? Una risposta polemica
La lotta di classe non è uno sparo nel buio
di Riccardo Bellofiore


Repubblica, 17.01.06
Un'indagine Eurispes sul rapporto con la fede sottolinea il distacco tra il paese reale e le gerarchie ecclesiastiche
Cattolici italiani favorevoli ai Pacs e anche a divorzio e aborto


Panorama, 16.01.06
Bene e male Quale dei due papi ha ragione?
Parlando sull'agire di Dio nel mondo, Benedetto xvi ha citato il «Faust» di Goethe. Ma con una interpretazione opposta a quella data da Wojtyla. Perché? Riflessioni su un tema cruciale per il Cristianesimo.
di Vito Mancuso