giovedì 30 giugno 2005

Ernst Bloch

Il Messaggero Giovedì 30 Giugno 2005
Bloch, ancora sperare nonostante tutto
di SERGIO GIVONE

TORNA in libreria Il principio speranza di Ernst Bloch, uno dei testi filosofici più importanti del Novecento. Scritto nel decennio a cavallo dell’ultima guerra mondiale, fu pubblicato nel 1959 e apparve in italiano nel 1994 (trad. di E. De Angelis e di T. Cavallo e introd. di R. Bodei). Opportunamente l’editore Garzanti (2.600 pagine, 39,50 euro) ristampa ora quella traduzione.
Opera sterminata e vertiginosa, Il principio speranza mescola stili, generi, contenuti. Con impareggiabile virtuosismo saggistico, Bloch passa dalla filosofia dura e pura ad analisi minutissime di ordine sociologico e psicologico senza mai perdere di vista l’assunto di base e cioè l’idea che la realtà sia in movimento verso una dimensione utopica. Tutto diventa oggetto di riflessione: le tesi classiche della filosofia della storia, in particolare quelle hegeliane e marxiane, e i grandi processi in corso, giù giù fino alle trasformazioni che incidono sulla vita quotidiana e che trovano espressione nel cinema, nella letteratura, nella produzione delle merci di consumo.
«Lo sperare - scrive Bloch - superiore all’aver paura, non è né passivo come questo sentimento né, anzi meno che mai, bloccato nel nulla». Il principio speranza non è bloccato nel nulla poiché tende a qualcosa che trova conferma perfino là dove è smentito: per quanto profonde siano le delusioni patite, per quanto ripetitivi siano i fallimenti che di generazione in generazione accompagnano i progetti e i sogni degli uomini, è lo stesso scacco, col suo carico di sofferenza e di angoscia, a dimostrare che l’ultima parola non può essere il non senso.
Ma come dire questa parola in grado di sottrarsi alla logica della ripetizione del sempre uguale? A tal proposito Bloch mette in guardia la filosofia dal pensiero “anamnestico”, ossia dal pensiero che è tutt’uno con la presa d’atto dell’ordine delle cose, per identificarla invece col pensiero utopico, e quindi con la conoscenza di ciò che non è ancora mai stato ma che un giorno potrebbe essere.